Vantaggi e obbligatorietà di un dosatore di polifosfati
Negli ultimi anni il tema del dosatore di polifosfati è diventato sempre più attuale tra installatori, tecnici e proprietari di immobili. Non è solo una questione di efficienza o protezione degli impianti, ma anche di conformità normativa.
In questo articolo facciamo chiarezza su che cos’è e come funziona un dosatore di polifosfati, quando la normativa ne richiede l’installazione e quali vantaggi concreti offre nella gestione di caldaie, scaldacqua e impianti idrici.
Cos’è un dosatore di polifosfati
Il dosatore di polifosfati è un dispositivo installato sulla tubazione di ingresso dell’acqua fredda, solitamente prima della caldaia o dello scaldacqua. Il suo compito è rilasciare in quantità controllate una miscela di sali polifosfatici alimentari che impediscono la formazione di incrostazioni calcaree e contrastano la corrosione delle superfici metalliche interne.
Si tratta di una soluzione compatta, semplice da installare e molto efficace nel mantenere le prestazioni dell’impianto nel tempo.
Come funziona il dosatore di polifosfati
Il principio di funzionamento è tanto semplice quanto ingegnoso. All’interno del dispositivo si trova una cartuccia trasparente contenente cristalli o sfere di polifosfati alimentari.
Quando l’acqua scorre attraverso il dosatore, una piccola quantità di questi sali si scioglie e si lega ai sali di calcio e magnesio, responsabili della formazione del calcare.
Grazie a questo processo:
- i carbonati non precipitano come calcare, ma restano in sospensione;
- si forma una pellicola protettiva sulle superfici metalliche, che riduce la corrosione;
- l’acqua mantiene la sua potabilità, poiché le concentrazioni rilasciate restano entro i limiti di sicurezza.
Il dosaggio è automatico e proporzionale al flusso: più acqua passa, più polifosfato viene disciolto, assicurando una protezione costante e senza sprechi.
Nota sulla potabilità: per le acque destinate al consumo umano, il dosaggio deve restare entro i valori ammessi per i polifosfati alimentari (storicamente ≤ 5 mg/L). Mantenendo queste soglie, il trattamento non altera le caratteristiche di potabilità previste dalla normativa vigente.
Perché è obbligatorio prevedere un trattamento dell’acqua
La legislazione italiana prevede che l’acqua utilizzata negli impianti termici debba essere trattata in modo da prevenire incrostazioni e corrosione. Il riferimento principale è il D.M. 26 giugno 2015 (Decreto Requisiti Minimi), che – in accordo con la norma UNI 8065:2019 – stabilisce che:
- È sempre obbligatorio un trattamento di condizionamento chimico dell’acqua negli impianti termici, con o senza produzione di ACS.
- Per impianti con potenza del focolare superiore a 100 kW e durezza dell’acqua oltre 15 °F, è obbligatorio l’addolcimento.
- Nelle installazioni domestiche o di piccola-media taglia, la UNI 8065 consente il condizionamento chimico mediante prodotti idonei (come i dosatori di polifosfati alimentari) quando appropriato.
In sintesi, la normativa non impone il dosatore di polifosfati in modo universale, ma richiede sempre un trattamento idoneo in funzione della durezza dell’acqua e della tipologia d’impianto. Il dosatore è dunque una delle soluzioni conformi per rispettare le prescrizioni tecniche e tutelare caldaie e scambiatori.
La mancata installazione di un sistema di trattamento può comportare:
- decadenza della garanzia del costruttore dell’apparecchio;
- danni da calcare o corrosione a carico dell’impianto;
- contestazioni in sede di controllo o manutenzione periodica.
Vantaggi pratici del dosatore di polifosfati
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Oltre ad assicurare la conformità normativa, l’installazione di un dosatore di polifosfati offre vantaggi tangibili nella gestione quotidiana degli impianti:
- Protezione degli scambiatori di calore: evita le incrostazioni che riducono la superficie di scambio e compromettono il rendimento.
- Maggiore durata degli impianti: caldaie e scaldacqua restano efficienti più a lungo, con minore rischio di guasti.
- Risparmio energetico: uno scambiatore pulito lavora meglio, riducendo i consumi di gas o energia elettrica.
- Riduzione dei costi di manutenzione: meno interventi straordinari e minori fermi impianto.
- Conformità alle norme: gli impianti trattati risultano in regola anche durante le verifiche periodiche.
Differenze tra dosatore di polifosfati e addolcitore
Spesso ci si chiede se sia meglio installare un dosatore di polifosfati o un addolcitore. In realtà si tratta di due soluzioni diverse, ciascuna con il proprio ambito di applicazione.
Dosatore di polifosfati
È un dispositivo compatto ed economico, facile da installare sulla linea di ingresso dell’acqua alla caldaia o allo scaldacqua.
Non rimuove i sali di calcio e magnesio, ma li condiziona, impedendo che si depositino come calcare e formando una pellicola protettiva anticorrosione.
Richiede poca manutenzione – solo la sostituzione periodica della cartuccia – ed è ideale per impianti termici, caldaie, boiler o apparecchi specifici come lavastoviglie e macchine da caffè.
È consigliato quando la durezza dell’acqua non è eccessiva e non serve trattare l’intera rete idrica.
Addolcitore
È un sistema più complesso che utilizza resine a scambio ionico per eliminare calcio e magnesio sostituendoli con sodio.
Agisce su tutta la rete idrica e protegge anche tubazioni, rubinetterie ed elettrodomestici.
Richiede più spazio e manutenzione periodica (rigenerazione con sale, controlli, eventuali filtri). È indicato in zone con acqua molto dura (oltre 25–30 °F), dove il rischio di calcare diffuso è elevato.
In sintesi, il dosatore è la scelta ideale per una protezione mirata e conveniente; l’addolcitore è la soluzione strutturale per abitazioni o impianti con durezza molto elevata.
Manutenzione del dosatore a polifosfati
Per garantire un funzionamento costante ed efficace, è essenziale sostituire periodicamente la cartuccia ai polifosfati. In media, l’operazione va eseguita ogni 6–12 mesi, a seconda dei consumi d’acqua e della durezza locale.
L’intervento è semplice, ma è sempre consigliabile una verifica da parte di un tecnico qualificato, che può controllare anche l’eventuale presenza di impurità o ostruzioni.
Una manutenzione regolare assicura non solo l’efficacia del trattamento, ma anche la conformità alle prescrizioni normative.
Conclusione
Il dosatore di polifosfati è oggi uno strumento essenziale per proteggere caldaie e impianti idrici da calcare e corrosione, mantenendo nel tempo efficienza e rendimento.
Grazie al rilascio controllato di polifosfati alimentari, permette di rispettare la normativa, ridurre i consumi e allungare la vita utile degli apparecchi.
Per chi desidera operare in sicurezza e conformità, affidarsi a prodotti certificati e consulenza qualificata è la scelta più saggia.
Con la sua esperienza nel trattamento dell’acqua e una gamma completa di dosatori di polifosfati di alta qualità, Depurchem è il partner ideale per professionisti e installatori che vogliono offrire impianti efficienti, duraturi e a norma.


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