Centrali termiche: manutenzione e responsabilità dell’installatore
Nelle centrali termiche, il corretto trattamento dell’acqua è un elemento determinante per garantire efficienza, sicurezza e durata dell’impianto. Incrostazioni, corrosione, depositi e presenza di gas disciolti rappresentano le principali cause di perdita di rendimento e guasti nelle caldaie e nei circuiti chiusi.
In questo articolo analizziamo le responsabilità dell’installatore e le attività di manutenzione ordinaria che riguardano gestione, controllo e condizionamento dell’acqua, integrando le migliori pratiche tecniche e gli standard UNI 8065.
Manutenzione ordinaria delle centrali termiche: l’importanza del trattamento dell’acqua
Nella manutenzione ordinaria delle centrali termiche, il trattamento dell’acqua ha un ruolo decisivo perché incide direttamente sul comportamento del circuito nel tempo. Anche lievi variazioni di pH, durezza o conducibilità possono favorire processi che compromettono l’equilibrio idraulico e la continuità di esercizio.
Tra le principali criticità da prevenire rientrano:
- incrostazioni, che riducono lo scambio termico e aumentano il lavoro della caldaia;
- corrosione, favorita da valori chimici fuori range e dalla presenza di ossigeno disciolto;
- fanghi e magnetite, che si accumulano nei punti critici del circuito incrementando il Δp e ostacolando la circolazione;
- gas disciolti, che generano microbolle e favoriscono fenomeni corrosivi o rumorosità.
La manutenzione ordinaria deve quindi concentrarsi sul mantenimento di parametri stabili e controllati attraverso:
- analisi periodiche dell’acqua per verificare pH, durezza, conducibilità e metalli disciolti;
- ispezione di filtri, defangatori e sistemi di disareazione;
- verifica dell’efficienza dell’addolcimento e del corretto funzionamento dei sistemi di dosaggio;
- monitoraggio dei reintegri per intercettare eventuali dispersioni.
Controlli e campionamenti
Il controllo della qualità dell’acqua deve essere programmato, con campionamenti almeno semestrali e più frequenti dopo interventi sull’impianto o in caso di circuiti critici. I prelievi vanno effettuati in punti dedicati su:
- mandata,
- ritorno,
- linea di reintegro.
I risultati devono essere registrati sul libretto per garantire tracciabilità e storico dei valori.
Parametri da monitorare:
- pH: 8,5–9,5 per acciaio/rame; 8,2–8,5 per componenti in alluminio.
- Durezza: ≤ 5 °f nei circuiti chiusi; 5–15 °f per ACS.
- Conducibilità: 100–500 µS/cm: troppo bassa → aggressività; troppo alta → incrostazioni.
- Metalli disciolti: Fe ≤ 0,3 mg/L, Cu ≤ 0,1 mg/L: indice di corrosione o trascinamento fanghi.
- Cloruri: ≤ 50 mg/L per evitare pitting su inox e alluminio.
Oltre alle analisi, è necessario monitorare fanghi e solidi tramite variazioni di Δp sui filtri e ispezioni visive.
In presenza di glicole, si controllano concentrazione (20–35%), pH e riserva alcalina.
Addolcimento
La gestione dell’addolcitore incide in maniera determinante sulla prevenzione delle incrostazioni. L’installatore e il manutentore devono verificare:
- durezza in uscita: 0–2 °f per circuiti chiusi; 5–15 °f per ACS.
- corretto funzionamento della valvola volumetrica e dei cicli di rigenerazione.
- livello del sale e integrità del pozzetto salamoia.
- eventuali canalizzazioni della resina.
- presenza di dispositivi anti-inquinamento e by-pass etichettato.
- necessità di sanifiche periodiche.
Superamenti dei valori impostati richiedono rigenerazioni e verifiche su by-pass o malfunzionamenti dell’addolcitore.
Condizionamento chimico
Il condizionamento chimico serve a proteggere i materiali dell’impianto e a mantenere stabile la qualità dell’acqua nel tempo. La scelta degli additivi deve essere coerente con i materiali presenti nel circuito (acciaio, rame, inox, leghe Al-Si) e con le temperature di esercizio.
Si impiegano principalmente inibitori di corrosione e antincrostanti, mentre i biocidi sono necessari solo in casi specifici. Le pompe dosatrici devono essere tarate correttamente e dotate di sistemi di sicurezza e controllo della portata, così da mantenere le concentrazioni entro i valori operativi previsti ed evitare incompatibilità o sovradosaggi.
Disareazione
L’ossigeno disciolto favorisce corrosioni e problemi di circolazione. Per questo la disareazione meccanica, tramite degassatori automatici o sottovuoto, è essenziale per rimuovere microbolle e gas dal circuito. L’installatore deve scegliere la tecnologia più adatta, verificarne l’efficienza all’avviamento e garantirne il controllo periodico nel tempo.
Reintegri
Ogni reintegro deve essere eseguito solo con acqua trattata secondo le specifiche. L’immissione di acqua di rete grezza è da evitare: altera istantaneamente durezza, conducibilità e pH, favorendo fenomeni corrosivi e incrostazioni.
Buone pratiche:
- installare un contatore di reintegro e monitorarne l’andamento;
- verificare aumenti anomali, indice di dispersioni nel circuito;
- controllare miscelazione e durezza residua quando richiesta dal progetto;
- utilizzare allarmi “sale esaurito” sull’addolcitore e sonde di durezza quando previste.
Le responsabilità dell’installatore nel trattamento dell’acqua delle centrali termiche
L’installatore ha la responsabilità di consegnare un sistema di trattamento dell’acqua dimensionato correttamente in base ai materiali dell’impianto, alle portate reali e ai profili di esercizio. Oltre alla progettazione, deve fornire istruzioni chiare per la gestione e i controlli, così che l’impianto possa mantenere nel tempo le condizioni ottimali di funzionamento.
Defangazione
Per la rimozione dei fanghi l’installatore deve selezionare separatori o filtri idonei alla portata nominale dell’impianto e al Δp ammissibile. È necessario indicare il grado di filtrazione e le soglie di Δp che attivano lo spurgo o la pulizia. L’installazione deve avvenire sul ritorno primario, con scarichi facilmente accessibili per semplificare le operazioni di manutenzione.
Disareazione
È compito dell’installatore definire la tecnologia più adeguata: disareatori automatici nei punti alti del circuito oppure sistemi sottovuoto nelle zone di minima pressione, particolarmente utili negli impianti più critici. Deve inoltre stabilire lo schema di esclusione, i criteri di prova in fase di avviamento, la frequenza delle verifiche funzionali e i componenti soggetti a usura.
Addolcimento
Il sistema di addolcimento deve essere progettato considerando la durezza dell’acqua di rete, il setpoint desiderato in uscita, le portate di picco e l’autonomia tra rigenerazioni. È necessario prevedere una valvola volumetrica con contalitri certificato, un by-pass etichettato, un dispositivo anti-inquinamento e, quando richiesto dal progetto, un miscelatore per impostare la durezza residua.
Sistemi di dosaggio e condizionamento
L’installatore deve identificare le famiglie chimiche compatibili con i materiali dell’impianto (acciaio, rame, Al-Si, inox) e specificarne i range operativi. Deve inoltre fornire skid completi di pompe a membrana dotate di anti-sifone, sistemi di contropressione, dispositivi per la lettura della portata (flussimetri o contaimpulsi), allarmi livello e bacino di contenimento. Il punto di iniezione deve garantire un’adeguata miscelazione del prodotto dosato.
Punti di prelievo e misure
La predisposizione dei punti di prelievo è un’altra responsabilità fondamentale: vanno realizzati in mandata, ritorno e reintegro, indicando le corrette modalità di campionamento e la modulistica per la registrazione e il monitoraggio dei dati. L’installatore deve anche definire responsabilità e frequenze minime dei controlli analitici, rimandando al piano di manutenzione ordinaria per i dettagli operativi.
Scheda di manutenzione
Infine, l’installatore deve fornire una scheda di manutenzione completa, riportando target dei parametri, soglie d’allarme e relative azioni correttive. Devono essere inclusi lo scadenziario delle attività, i ruoli, eventuali consensi/blocchi e la documentazione tecnica: elenco dei ricambi, schede prodotto, report di collaudo (come Δp dei filtri puliti, durezze in ingresso e uscita, tarature dei dosatori) e il P&ID aggiornato dell’impianto.
Conclusione
Il trattamento dell’acqua è il punto centrale della manutenzione delle centrali termiche: da esso dipendono efficienza, stabilità e durata dell’impianto. L’installatore ha un ruolo decisivo, perché deve progettare correttamente il sistema di trattamento, selezionare le tecnologie adeguate e fornire istruzioni e controlli chiari per garantirne il mantenimento nel tempo.
Una gestione accurata di defangazione, disareazione, addolcimento, dosaggio e reintegri previene le principali criticità e mantiene il circuito in equilibrio. In questo percorso, Depurchem supporta installatori e manutentori con soluzioni professionali e consulenza tecnica, contribuendo a impianti più affidabili, efficienti e duraturi.


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